Questo racconto ancora non esiste…


Era questo che non riusciva a perdonargli: le aveva scaldato il cuore, anche solo per poco, anche solo per un attimo.

Dopo tempi di gelo quel calore l’aveva fatta sentire meno sola. Forse importava a qualcuno anche di lei…

Poi, però, l’aveva riconsegnata all’indifferenza ordinaria. Anzi, non perdeva nessuna occasione per dimostrare che non contava nulla, che era come gli altri, anzi meno.

Perché farle provare qualcosa che non era vero?

Si era abituata all’idea di dover stare solo al suo posto, perché farle credere che non era così? Lo spirito di conquista?

Questo non poteva perdonargli, anzi non poteva perdonare a se stessa di averglielo permesso, di averci creduto, di essersi illusa di poter contare qualcosa per qualcuno.

Per un po’ rimase legata al ricordo di quel calore, che ormai spento, sembrava ancora scaldarle il cuore. Poi comprese che non c’era nulla di vero neanche allora, e che il suo impegno a cercare il bello e il bene dell’altro non era stato ricambiato. Così decise di lasciare andare anche il ricordo.

Era sola, sì, ma non avrebbe più permesso a nessuno di farla sentire sola!

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