Il mio copione


Mi hanno detto tante volte: “Quando ti metti alla sequela di Gesù fai esperienza di come la vita, le relazioni, il tempo, non siano più tuoi…”.
Come sempre, faccio più fatica degli altri – forse; o forse sono solo consapevole – ad accettare che sia così. Credo ancora nel valore delle persone e del tempo da dedicare loro e non vedo come il costruire relazioni significative sia in contrasto con la sequela, anzi: siamo chiamati ad amare ed a farlo per primi. Ma temo che la mia sia solo una bella teoria e non un modo evangelico di vivere. Tanta frenesia, tanto bisogno di affermare se stessi, di essere rispettati… Parlo di me: tanta paura di essere ferita, di fare investimenti affettivi “sbagliati”, di soffrirne … da non riuscire a vivere con fiducia. È così forte la paura della delusione che prendo d’anticipo: chiudo, allontano, faccio sì che gli altri stiano buoni al proprio posto. E se solo qualche volta qualcuno osa avvicinarsi di più, fare capolino tra gli affetti, io sono lì, pronta, ad aspettare che, sì, faccia proprio quel passo falso per poter dire: “ecco, lo sapevo, non mi dovevo fidare. Ho sbagliato, mea culpa, mea grandissima culpa. Faccio sempre investimenti affettivi sbagliati e … Via, facciamolo fuori”. È il mio copione! E dentro di me vorrei tanto che qualcuno guardasse al di là di questo e mi aiutasse a scrivere un’altra storia, magari in cui questa fiducia nella vita e negli altri, smarrita tanto tempo fa, viene ritrovata. Ma non succede mai! È tanto il carico di speranza quanto lo sconforto che ne segue. Anche questo fa parte del mio copione! È la mia “favola” da donna incazzata, che si farebbe ammazzare piuttosto che ammettere di avere bisogno. Nessuno potrà cambiare questa narrazione, se non io stessa. Gli altri hanno il loro copione che non dà tempo e spazio all’accoglienza del bisogno altrui. Ognuno combatte le sue battaglie, si direbbe! Ma non solo. Io voglio che la mia vita sia di più di un copione già scritto e interpretato indecorosamente. Questo è possibile ma non sulla mia, ma sulla Tua Parola!

Signore, ti prego, per tutti quelli che sono delusi e sfiduciati come me, perché non restino prigionieri delle loro ferite, ma si aprano ad una nuova narrazione della loro esistenza, possibile solo alla Tua Parola.

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