Dialoghi


“Ma poi ti farà male e non ti sentirai capito, e ti arrabbierai – sì che ti arrabbierai – e ti sentirai più solo. E comincerai ad ingigantire, a farne questioni enormi di principio (che palle); e vorrai rivoluzionare tutto … Lo sai che è così!”.

“E se questa volta ammettessi solo di essere ferito?”.

“Ci riusciresti?”.

“Non lo so. Ma vorrei non farmi più una colpa se, in fondo, come tutti ho bisogno di relazioni che mi scaldino il cuore, di essere voluto bene”.

“Infatti, non è una colpa! È un bisogno! Riconoscerlo, dargli un nome, dargli spazio dentro di te, senza giudicarti, è una conquista per te. Ma non basta ad impedirti di sentirne la frustrazione quando non verrai accolto e voluto bene. Questo non dipende da te, ma dalla libertà dell’altro”.

“Questa volta hai ragione tu!”.

“Una volta ciascuno”.

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