La principessa Luna


La principessa Luna trovò i natali in un regno decaduto. Miseria e Degrado avevano preso in ostaggio il re e la regina, e la piccola Luna non aveva così  potuto conoscere il calore di quel regno che porta il nome di famiglia, ed ha come stendardo la fiducia.

Il sole però le aveva regalato il sorriso e il cielo occhi eternamente bambini, capaci di scrutare il mondo con ingenua malizia. Ed in effetti  qualcosa di eternamente bambino era in lei, si perdeva coi numeri – non erano il suo forte – ma soprattutto si perdeva parti di realtà, presa ad immaginare mondi possibili in cui le fosse riconosciuto il suo titolo di principessa. 

La realtà era dura, ma lei le sorrideva, e, quando si faceva buia, accendeva il lanternino  della speranza di una vita migliore, di un amore possibile, che potesse salvarla da Degrado e Miseria. 

Le prime vittime di questi terribili aguzzini erano il re e la regina. Il re cercava di sfuggire loro con pozioni magiche a base di alcool scadente – le uniche che poteva permettersi – ma nel suo vano tentativo di fuggire loro, ricadeva sempre più  profondamente nel baratro che Degrado e Miseria avevano preparato per lui: il baratro della Dipendenza.

La regina era vittima del re, che, caduto nel baratro della Dipendenza, non la riconosceva più come la sua regina, ma, confondendola con i suoi nemici, l’aggreddiva. E la regina subiva, subiva e stava zitta, sperando che alla sua principessa potesse  andare meglio. Gli occhi pesti che il re finiva col farle, le impedivano di guardare lontano …

La principessina intanto cresceva e, seppur non le tornasse il conto dei mesi e degli anni, capiva che il baratro in cui si trovava il re era troppo profondo e che la regina non avrebbe ancora potuto proteggerla per molto. 

E purtroppo così fu, la regina si ammalò e morì, ed il re, ormai completamente  accecato da Dipendenza, posseduto, com’era da Miseria e Degrado, si avventò sulla, ormai, giovane donna Luna.

Quando la picchiava, Luna si asciugava le lacrime e continuava a sorridere, dicendo che era caduta dalle scale. E quando faceva altro, chiudeva gli occhi di cielo, sperando che passasse subito e sognando di un amore vero  che venisse a salvarla da quell’orrore.

Ed un giorno in effetti un amore bussò e sembrava essere bello. Le promise un regno e l’opportunità  di essere finalmente regina, e lei a lui si abbandonò certa che fosse lui il principe azzurro. 

Ma l’idillio  durò  ben poco: la sua casa non era un regno e lui non era un principe, e neanche  un gentil’uomo. Il suo vero nome era Sfruttamento, ed era nipote di Violenza e figlio proprio di quel Degrado e di quella Miseria, a cui, la nostra Luna, ormai, disperava di poter sfuggire.

Abusò della sua vulnerabilità e permise ad altri di farlo, facendosi pagare. Luna capiva e non capiva. Continuava a sorridere, voleva essere  una ragazza speciale, s’illudeva che qualcuno  di quegli uomini lo scoprisse, la riconoscesse  principessa … ma erano solo anche loro vittime colpevoli di Degrado, e, non sapendo ribellarsi a questo terribile aguzzino, ne erano diventati orribili cooperatori.

Violenze e abusi erano il pane quotidiano della nostra principessa, che stava iniziando a credere davvero di essere solo la ragazza di tutti…

Ma quel giorno no! Quel giorno -non sapremo dire dove-, trovò  il coraggio di dire basta! E denuncio i suoi aguzzini.

La portarono via da quell’inferno! Incontrò delle donne cavaliere senza spada, ma con tanta umanità, che intrapreso con lei un cammino che la strappò definitivamente a Degrado e Miseria, dandole il tempo, lo spazio, ma soprattutto il cuore, per riscoprirsi donna, bambina ed essere umano.

E adesso ci piace pensarla nel suo Piccolo Rifugio, dove può essere principessa,  con gli occhi di cielo ed il sorriso del sole! 

Non sogna più  l’amore, dice: “una donna può  anche stare senza un uomo”, ma mai senza un cuore che diventi per lei il suo Piccolo Rifugio.

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