Su di me


Quando ho paura esaspero la criticità, come per difesa, comincio a individuare tutti i punti critici e le cose che non vanno, scatta il pessimismo, niente può cambiare, si recide la fiducia, inizio ad alzare un muro, a scavare un fossato, a preparare i viveri per rinchiudermi nel mio amaro rifugio e… soffocarci dentro!Tutto mi fa male! Sono un’ipersensibile, empatica e drammatica. Che ci posso fare? Vorrei, davvero, fregarmene di più, accogliere l’invito che da sempre mi viene rivolto: “futtitinne”. Ma io non ci riesco. E siccome tutta questa politica del fregarsene ed essere superiore mi fa sentire patetica, io pateticamente ho finto di essere davvero superiore ed ho imparato a razionalizzare tutto. Che poi è stato solo come rivolgersi ad un’altra impresa edilizia per costruire lo stesso rifugio, asfissiante!

Ho cosi finito col coniare un detto, che non è molto femminile, non è molto educato e non nemmeno molto da suora, ma è efficace, molto efficace: “col culo degli altri siamo tutti saggi!”. E mi piacerebbe davvero rispondere così a chi dà dell’esagerato e dell’eccessivo a chi è sensibile e nella vita si espone. Ed aggiungerei anche: “sti cazzi!”. Quando avete paura di affrontare la vita, certo che vi piacerebbe essere rassicurati, sostenuti ed al contempo incoraggiati. Ma quando sono gli altri, beh, occhi sbarrati e, sì, questa ragazza ha delle inconsistenze e immaturità… Come siamo bravi a giudicare! Tutti saggi, per l’appunto, con la pellaccia altrui.

Non voglio concludere questo post con un pensierino pio che forse si addicerebbe a chi, come me, è in un cammino di vita religiosa, no! Non questa volta! Mi sono rotta le scatole anche dei buoni propositi, che sembrano messi lì solo a constatare il proprio fallimento quando c’è da tradurli in vita.

Voglio solo dirmi – prima di tutto a me stessa, ho un buon dialogo con me medesima – che nella vita si sbaglia e si fanno tante cavolate, ci si pente, si hanno rimpianti, si chiede scusa, si perdona come si porta rancore. Si giudica e si viene giudicati. Ci si fa male, a volte molto male, altre meno. Si crede di conoscersi e si finisce col riscoprirsi. Ma veramente perduto è solo chi pensa che tutto questo non faccia parte anche della sua vita.

Io continuerò a metterci la faccia, così come ho sempre fatto!

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