Discernimento


Discernimento: non “cosa voglio io” o “cosa è meglio per me”, ma “qual è il bene più grande”! 

E questo non esonera dalla fatica di rinunciare ai propri progetti. Accogliere la Provvidenza non è vedere esauditi i propri desideri, come se il Dio di Gesù Cristo fosse il genio della lampada. Ma la prospettiva della Pasqua: accogliere la volontà di un Altro, anche se Dio, è sempre morire a se stessi. Fatica che non è stata risparmiata nemmeno a Gesù stesso. Ma Pasqua è anche resurrezione, rileggere nel proprio vissuto anche doloroso di rinuncia alle proprie visioni, la prospettiva che si è aperta di un bene più grande, di un di più di vita! Che intercetta e dà spazio ai desideri più profondi.

Discernimento è quindi non lasciare Dio all’angolo delle proprie scelte, ma ragionare nei termini: “Signore qual è il tuo progetto per me?”.

Non ricorriamo a Lui solo perché ratifichi con interventi “straordinari” quello che è solo il nostro, pur sempre legittimo, progetto di vita.

Chiediamogli di più!

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