I due discepoli


emmaus

Erano in viaggio da diverse ore e il grande discepolo iniziava a perdere la pazienza, “Troppo lento il passo di quello lì!”. Il piccolo discepolo, infatti, indugiava, fermandosi a prestare attenzione ai più piccoli dettagli: il colore dei fiori, nati spontaneamente sul bordo della strada; una lumaca che attraversa il sentiero; il calore del sole; lo stormo di uccelli che, sì, sembrano fare una danza. “Sembra farlo apposta”, pensò il grande discepolo, mentre allungava il passo, lasciandolo indietro.

Aveva fretta il grande discepolo di raggiungere il villaggio: una nuova predicazione lo attendeva e sentiva già l’adrenalina scorrergli in corpo. Sì, avrebbero iniziato a predicare nella piazza all’ora del mercato … avrebbero? “se quello lì c’arriva!”.

Ad un tiro di sasso dall’ingresso della cittadina, entrambi sentirono una stretta allo stomaco: il grande discepolo disse a sé stesso: “La paura di una nuova sfida! Signore dammi il coraggio di non tirarmi indietro rispetto alla missione che mi affidi”.

Il piccolo discepolo tentennò: “Eccola, di nuovo, la paura! Sì, Signore, ho paura! Io non ci volevo venire, mi sento inadeguato. Non sono bravo con le parole, non sono bravo come il grande discepolo. Lui sì che sa parlare, io … io mi vergogno, mi impappino… no, non sono adatto!”.

Vedendo il suo compagno indugiare, il grande discepolo, spazientito, gli urlò: “Ci vediamo in città!”, e andò avanti.

Il grande discepolo si diresse nella piazza centrale ed ecco il mercato, la folla… Scelse con accuratezza il punto di maggiore visibilità e con tutta l’aria che aveva nei polmoni urlò: “Gente ascoltate, sono venuto a portarvi una buona notizia”. E cominciò la sua predicazione e tutti erano meravigliati dall’autorità con cui insegnava.

Il piccolo discepolo aveva fatto il suo timido ingresso in città. Quanta gente! Che mercato! Si sentiva così piccolo, lui che veniva dalla campagna: un fuoco, qualche amico. Provava nostalgia per tutto questo. Pensando a queste cose era arrivato nella grande piazza ed ecco, una scena ormai familiare, il grande discepolo e la folla rapita dalle sue parole.

“Non sarò mai in grado di far nulla di simile!” Sconsolato prese una via secondaria e la segui fino ad arrivare in un cortile isolato. Al centro c’era un pozzo, e lì, con la faccia tra le mani si abbandonò, era l’uomo più triste al mondo.

“Sigh sigh”, qualcuno stava piangendo! Il piccolo discepolo alzò gli occhi da terra e si guardò intorno. Era un pianto disperato, convulso e veniva dal pozzo… dal pozzo? Si alzò in piedi e si sporse. Ed ecco fare capolino dall’altro lato della costruzione, la testa di una donna. “Scusa, non voglio disturbarti”, disse il piccolo discepolo, “ma posso fare qualcosa per te?”.

“Qualcosa per me?”. Quella frase, per alcuni istanti interruppe il pianto e il flusso dei disperati pensieri, che poi tornarono, più violenti di prima. “No, nessuno può fare niente per me! Sono troppo disperata!”.Come la capiva il piccolo discepolo …

Senza pensarci troppo, tirò dalla tasca un fazzoletto e glielo porse. E le sedette accanto. E, così, per rompere il ghiaccio, si presentò e raccontò perché era lì; e di come il grande discepolo stesse conquistando le folle e … e come ad un tratto gli si fece chiarezza dentro; si bloccò, prese fiato e disse: “Grazie! Ti devo proprio ringraziare! Mi hai appena salvato da me stesso!”. “Io?” pensò la donna, e non fece in tempo a dirlo ad alta voce, che quel piccolo discepolo balzò in piedi e le si piantò davanti, continuando a ripetere: “Grazie, veramente grazie!”.

“Grazie perché sentirti piangere mi ha obbligato ad uscire dai miei pensieri angosciosi e vittimistici e a guardarmi intorno. Il centro di tutto non sono io. La vita scorre e io rischio di perdermi se non sono presente a me stesso. Io sono solo orgoglioso quando penso che vorrei essere diverso, migliore. Non so accettarmi e non riesco a dire grazie per quanta bellezza è già presente nella mia vita. Vorrei essere migliore per potermi vantare, per piacere agli altri… Ma a che servirebbe? Ho già tutto ciò che mi occorre per essere felice: la vita, la salute, un mondo intorno a me da cui lasciarmi meravigliare, fratelli pieni di doni meravigliosi che mi arricchiscono con le loro capacità. Grazie, davvero, le tue lacrime sono state provvidenza, mi hanno lavato via dagli occhi la cecità dell’orgoglio. Sono un figlio amato da Dio e per questo dico grazie a Lui ed a te che mi hai aiutato a rammentarlo!”. La donna era stordita. “Oggi sei stata una vera benedizione per me!”. “Io, una benedizione …”

Il grande discepolo aveva finito la sua predicazione. Aveva congedato la folla, non amava infatti ricevere troppi complimenti – “che tutta vada a maggior gloria di Dio” -, e si era messo alla ricerca del piccolo discepolo: “Ma dove sarà finito?”. La folla era meravigliata del suo parlare e non faceva che tessernene le lodi. Poi, però, tornò alle sue faccende.

Il piccolo discepolo si interruppé, riconosceva la voce del grande discepolo che lo chiamava. E si mise subito in movimento, ma non prima di aver continuato a dire grazie a quella donna. Camminava e si voltava per dirle ancora grazie, e quasi finiva a terra inciampando su un sasso. La donna sorrise e salutò con lo sguardo quel piccolo e buffo discepolo.

Quella notte il grande discepolo, prima di addormentarsi, guardò il cielo e benedisse il Signore: “Benedetto sei tu Signore che ci doni la gioia di una predicazione fruttuosa. E’ un privilegio per me poter essere al tuo servizio”. E poi fece una carezza al piccolo discepolo e si mise a letto.

Il piccolo discepolo, accolse la carezza e rese grazie. Non aveva sonno, era troppo affascinato dalla bellezza di quel cielo stellato; e con occhi trasognanti così pregò:

” Signore, grazie perché nelle esperienze che vivo mi fai riconoscere la tua presenza. Tu mi sei vicino e come un padre mi educhi e mi sostieni. Sono così ripiegato su me stesso da non rendermi conto della bellezza che mi circonda. Che grandi doni mi hai fatto! Potere riconoscere la tua presenza paterna e sempre vicina; imparare a riconoscermi tuo figlio; la ricchezza di un fratello che mi vuole bene e può aiutarmi a crescere. Tu sei mio padre, non un padrone a cui devo render conto. Padre, a te posso aprire il mio cuore e confidare le mie debolezze. Non posso prometterti che non tornerò a ripiegarmi su me stesso, ma posso chiederti di non lasciarmi indugiare e di lasciare che ogni cosa diventi occasione per conoscerti meglio e di più, Padre buono e grande in misericordia. Ti prego per tutti coloro che non ti conoscono ancora, perché possano accoglierti nella loro vita e riconoscersi come figli amati. E per quella donna al pozzo, come si chiamava? Non le ho chiesto neanche il nome … asciuga tu le sue lacrime. Buona notte padre”.

Sotto quello stesso cielo, la donna del pozzo alzò lo sguardo. Da quanto tempo non aveva il coraggio di guardare in alto! “Com’è bello il cielo questa sera!”. Le parole di quel piccolo discepolo l’aveva stordita: orgoglio, incapacità di accettarsi, angoscia, vittimismo; e poi, bellezza, gratuità, … rendere grazie. Ma quel piccolo discepolo parlava di lui o di lei? Sembrava la sua vita … erano anni che non pregava, eppure quella sera un desiderio le riscaldò il cuore: “Dio… Padre, mi vedi? sono qui! Non ti parlo da tanto, ho smesso di credere che tu ci fossi da tanto tempo. Ma se ci sei, ascolta la mia preghiera: cambiami il cuore! Aiutami ad amare la vita, la mia e quella che vuoi donarmi. E, poi, abbi cura di quello strampalato piccolo discepolo …”. Chiuse gli occhi, sospirò, e si accarezzò il grembo: sì, aveva deciso, sarebbe tornata a dare fiducia alla vita.

Quella notte – qualcuno narra – Dio sorrise!

Annunci

1 commento su “I due discepoli”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...