Primo anno di postulato: ho conosciuto un Dio che si china a lavarmi i piedi.


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Koder, La lavanda dei piedi

 Grazie!

Grazie perché ti chini sulle mie povertà, e, senza giudizio, in esse ti rispecchi, per mostrarmi  il mio volto, più umano;

grazie perché nel mio desiderio di servirti, mi lasci scoprire il tuo desiderio di donarti a me;

grazie perché non sono io che do a te la mia vita, ma tu che mi fai gustare come essa possa essere vissuta in pienezza.

E per un Dio che si china a lavarmi i piedi, non posso che balbettare una parola:

Grazie!

Se dovessi scegliere
una reliquia della tua Passione,
prenderei proprio quel catino
colmo d’acqua sporca.
Girerei il mondo con quel recipiente
ad ogni piede cingermi l’asciugatoio
e curvarmi giù in basso,
non alzando mai la testa oltre il polpaccio
per non distinguere i nemici dagli amici,
e lavare i piedi del vagabondo, dell’ateo,
del drogato, del carcerato, dell’omicida,
di chi non mi saluta più,
di quel compagno per cui non prego.
In silenzio…
finché tutti abbiano capito,
nel mio, il Tuo amore.

Madeleine Delbrel

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