Papà


Papà, ho un ricordo sempre più confuso di te. Oggi la tua malattia è così invadente che non lascia spazio ad un altro te.                                                                                                                     Mi dispiace ricordare tutte le tue malattie e non ricordare chi sei, chi eri ….

Chissà, forse, se mi avessi guardata con occhi meravigliati di stupore  non mi sarei persa nello sguardo di tanti uomini, cercando di trovarmi. Forse, se avessi compreso che davanti a te c’era un mistero,  io non avrei sprecato tempo a cercare di essere qualcun altro.                                                                                                                                                         Forse, se mi avessi spiegato che la vita non è un risultato da raggiungere ma un cammino da percorrere con gratitudine, sarei più capace di accettare i miei limiti e di vederli come un’opportunità di essere umana.                                                                                                                                                     Forse, se mi avessi insegnato che la giustizia, per essere tale, deve essere capace di misericordia, oggi, il mio cuore sarebbe meno duro a cedere.                                                                                                                                                   Forse…

Ma a te queste cose chi le ha spiegate? La tua vita è stata segnata dalla perdita, nessuno ti ha insegnato ad ascoltare le tue emozioni.  Hai fatto quello che potevi, quello che credevi fosse giusto. E per questo non c’è altro da dire che grazie! Non sono solo una sopravvissuta che arranca nella vita, ma una donna che sta facendo il suo percorso di crescita con impegno e consapevolezza, perché crede che questa fatica sia un dono da accogliere, amare  e mettere a servizio di tutti coloro che dalle proprie ferite sembrano non voler risorgere.

Grazie papino, perché anche con la tua malattia mi stai educando.  Non sono ancora in grado di cogliere il significato di tutto, ma percepisco che sto smettendo di fare il “genitore” per imparare ad essere figlia! Tua figlia e figlia di quel Padre che è mancato anche a te.

 

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