Dolori


Non sottovalutiamo mai il dolore di qualcuno. Non ci sono dolori grandi e dolori piccoli. Non ci sono delle delusioni sostenibili e altre inaccettabili. Ognuno accoglie o subisce la vita come viene. E il suo dolore merita rispetto. Non sottovalutiamo e non scherniamo.

D. era una donna di quelle che quando la incontri non la dimentichi più, nel bene e nel male. Una donna di cui non puoi non essere orgogliosa di essere amica. Parlare di lei al passato è inaccettabile, perché è presente ancora. Donne così lasciano segni profondi. Diremmo, una vera stronza! Quanto l’ammiravo da adolescente per il suo modo di stare in relazioni con gli altri, in particolare con i ragazzi. Io che mi sentivo sempre un po’ goffa, vedevo in lei quella che sapeva quello che voleva e soprattutto lo otteneva. Siamo cresciute, siamo cambiate, ma siamo rimaste amiche. Per me lei era sempre quella grandissima stronza che metteva a posto gli uomini. Ecco perché non riuscivo a capire cosa le avesse fatto questo “uomo” per ridurla così. .. Ora lo capisco, mi sono documentata, si chiama love bombing, è la tecnica con cui il narcisista ti seduce, agganciandoti proprio nei tuoi bisogni più profondi. “Ho trovato un uomo che mi capisce, che mi legge dentro”, quello che tutte noi abbiamo cercato, quello che i nostri padri non ci hanno dato… e poi? Abbandonata! Derisa! Umiliata per quegli stessi bisogni. “Sei solo un’adolescente! Non sei la donna che credevo! Non vali nulla!” e ancora e ancora, in una escalation di umiliazioni.

L’ha fatta sentire una principessa, si è rispecchiato nei suoi occhi innamorati, ma al primo cambio d’umore, appena l’immagine che gli restituiva non era più quella che voleva, ha deciso di distruggerla. E lo ha fatto lentamente e certosinamente. Quella donna così fiera doveva essere alle sue dipendenze oppure non essere più.

Lei ha lottato, da buona combattente. Ma lui ha lavorato di pazienza, ha insinuato dubbi, ha spezzato i suoi legami, lasciandola senza sicurezze. E quando l’ha vista finalmente vulnerabile ha affondato il colpo.

Mi dicono che sto cercando un colpevole a tutti i costi, perché non so darmi una ragione del perché D. si sia tolta la vita. Forse! O forse voglio solo dire che se anche lei non ce l’ha fatta a tirarsi fuori da una relazione malata, altre persone possono farcela! Possono essere aiutate a uscirne. Devono! Perché è inaccettabile che gli uomini pensino di poter trattare le donne come oggetti di loro dominio; perché è inaccettabile che noi donne ancora non sappiamo fare rete tra di noi per sostenerci; perché è inaccettabile che la mia amica non ci sia più!!!

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Storie da raccontare


Oggi è un giorno molto triste! Era esattamente lo scorso 10 agosto, ero arrivata dai miei da pochi giorni per un po’ di “vacanza” e, nel bene o nel male, pensavo di trovare tutto come sempre. Invece, no, la vita mi ha sconvolto: te ne sei andata! Hai scelto di andartene, senza neanche un parola. Ho vissuto la tua scelta di rinunciare alla vita come un tradimento, personale e imperdonabile. Me ne rendo conto, solo oggi, a tre mesi di distanza, di essere stata arrabbiata con te, di averti aspettato per dirtene quattro e come si deve. Ma tu non sei tornata! Sì, non ha senso, ma io ho continuato a dirmi che non dovevi farlo, non dovevi rinunciare a vivere, non dovevi lasciarci qui da soli… Questi mesi sono stati orribili, tra i peggiori della mia vita. Ho creduto di impazzire dal dolore. Ho trascurato tutto, ho preso tutto male, mi sono sentita troppo e troppo a lungo pesante, ho appesantito tutto quello che ho toccato, l’ho fatta pagare a tutti, e io stessa mi sono inflitta una serie di condanne… Solo oggi, che trovo le lacrime per piangerti, capisco che devi esserti sentita così anche tu … perdonami se non ho capito, perdonami se ho continuato a dirti che eri una donna forte e che ce l’avresti fatta, perdonami per non avere accolto la tua fragilità, per averti provocato a dare sempre il meglio, quando tu non ce la facevi più! Perché non me l’hai detto? Perché non me l’hai urlato in faccia? Essere una “donna forte” è una condanna! Mi manchi tantissimo! La mia vita si è fermata con te il 10 agosto. Oggi apro gli occhi per piangere e davanti a questo vuoto enorme che hai lasciato, e che è stato inutile provare a riempire, capisco che c’è solo una via: andare avanti! E andare avanti chiedendo di imparare a pronunciare – o almeno balbettare – parole di perdono! Ti spero felice adesso, leggera e libera di non essere forte.

Verità


“..E io lo dico ora con tutta umiltà e riconoscenza e sincerità, anche se so bene che tornerò a essere suscettibile e ribelle: Dio mio, ti ringrazio perché mi hai creata così come sono. Ti ringrazio perché talvolta posso essere così colma di vastità, quella vastità che non è poi nient’altro che il mio esser ricolma di te. Ti prometto che tutta la mia vita sarà un tendere verso quella bella armonia, e anche verso quell’umiltà e vero amore di cui sento la capacità in me stessa, nei momenti migliori.”(Etty Hillesum)

In guardia dall’esibizionismo – Mercoledì XXVIII del T.O.


acasadicornelio

pavone‘Guai a voi, farisei’…
In guardia dall’esibizionismo… Trovo in questa parola un invito a mutare lo sguardo, un invito a mutare il proprio sentire.
Jean-Paul Sartre, nella sua autobiografia, usa una frase feroce per definire l’atteggiamento religioso di suo nonno: “Mio nonno era un attore troppo bravo per non aver bisogno di un Grande Spettatore che chiamava Dio”.
Troppo della nostra esistenza anche religiosa è vissuto non già alla presenza del Signore ma come davanti ad una sorta di platea. Come se la validità di ciò che tu compi sia dato dalla risonanza e dalla plausibilità che esso rmiscuote da parte dei tuoi spettatori. È il rischio di quello che Gesù definirà ipocrisia. La vita come una recita che tu compi davanti agli altri o persino davanti a te stesso. Talvolta, infatti, può accadere di mettersi al proprio cospetto, davanti ad una sorta di platea interiore che impedisce relazioni…

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Piccolo vademecum


Ama senza possedere

Accompagna senza invadere

Vivi senza dipendere

Questo racconto ancora non esiste…


Era questo che non riusciva a perdonargli: le aveva scaldato il cuore, anche solo per poco, anche solo per un attimo.

Dopo tempi di gelo quel calore l’aveva fatta sentire meno sola. Forse importava a qualcuno anche di lei…

Poi, però, l’aveva riconsegnata all’indifferenza ordinaria. Anzi, non perdeva nessuna occasione per dimostrare che non contava nulla, che era come gli altri, anzi meno.

Perché farle provare qualcosa che non era vero?

Si era abituata all’idea di dover stare solo al suo posto, perché farle credere che non era così? Lo spirito di conquista?

Questo non poteva perdonargli, anzi non poteva perdonare a se stessa di averglielo permesso, di averci creduto, di essersi illusa di poter contare qualcosa per qualcuno.

Per un po’ rimase legata al ricordo di quel calore, che ormai spento, sembrava ancora scaldarle il cuore. Poi comprese che non c’era nulla di vero neanche allora, e che il suo impegno a cercare il bello e il bene dell’altro non era stato ricambiato. Così decise di lasciare andare anche il ricordo.

Era sola, sì, ma non avrebbe più permesso a nessuno di farla sentire sola!

35 anni


35 anni dicono sia un bel traguardo. Mi pare di avere vissuto 10 vite eppure certe cose non le imparo mai…
Quando penso a ciò che ho fatto fino ad oggi, penso a persone, a volti, a storie, a quanto condiviso, a quanto perduto, e a quanto resta; penso a chi c’è sempre, a chi non c’è più, a chi non ha voluto esserci. E penso che nonostante e proprio per tutto questo, io sono fortunata, la mia è una vita bella! Grazie a Colui che attraverso incontri, avventure, e anche mancanze, me lo ricorda!

Seguimi – Mercoledì XXVI del T.O.


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Curriculum vitae da suora


Curriculum vitae da suora:

Maturità classica 90/100

Laurea triennale in scienze giuridiche 110/110 lode, menzione di merito e plauso della commissione;

Laurea magistrale in giurisprudenza 110/110 lode, menzione di merito e plauso della commissione;

Cultrice della materia di diritto commerciale con diverse pubblicazioni su riviste scientifiche;

Abilitata alla professione forense;

Consulente per la Regione Sicilia;

Master di 1°livello in pianificazione e strategia aziendale;

Coordinatrice del centro d’ascolto e dell’Emporio della solidarietà in una diocesi umbra;

Iscritta al III anno all’Istituto Superiore di Scienze relogiose; Insegnante di religione;

ho avuto diverse relazioni sentimentali, tra cui una importante di 6 anni che mi ha portato ad un passo dal matrimonio…Poi ho capito che la strada della mia felicità era un’altra;

e molto altro e tutto quello che il Signore vorrà!

Giusto per quelli che pensano che si fanno suore solo le sfigate e che le suore servono solo a sospirare pensierini pii e devoti!

#ciao sfigati #sclero

Cosa siamo diventati e di cosa abbiamo bisogno


Siamo diventati tutti narcisisti: cerchiamo l’altro solo per riflettere in lui la nostra immagine. Viene da se che quando l’altro non mi restituisce l’immagine che vorrei, lo elimino dalla mia vita o non gli dò proprio lo spazio di entrarci.

Siamo diventati tutti seriali: una coazione a ripetere degli stessi comportamenti, dinamiche automatiche che ci rendono così prevedibili e infantili.

Siamo rimasti tutti adolescenti: bisogno di affermare se stessi imperante e poco o nessuno spazio per la responsabilità verso la vita propria e altrui.

La richiesta che mi pare arrivi forte oggi è quella di persone adulte, che si siano assunte la fatica di integrare il proprio vissuto – fatto di luci e di ombre -, aprendo cammini, tracciando sentieri, per gli altri. Non autostrade libere dal traffico e da ogni intoppo ma vie di montagna, in cui tra discese e salite, sassi di inciampo, altezze da raggiungere e valli in cui ritornare, si scorga la libertà e il bisogno, l’autonomia e la dipendenza, la forza e la fragilità, come un tutt’uno inscindibile che fa la vita tale.

Non prego per le vocazioni cristiane, prego perché ci siano persone adulte… è questo quello di cui il mondo ha bisogno.

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